Attualità

“Una Pasqua a colori”, un momento di festa dedicato ai piccoli alunni delle scuole materne e primarie dei Paesi Etnei

Le tradizioni della Santa Pasqua, il suo significato religioso, gli usi e i costumi della più solenne delle celebrazioni cristiane, protagonisti di un momento di festa dedicato ai piccoli alunni delle scuole materne e primarie dei Paesi Etnei.

Che sia gialla come un pulcino, verde brillante come un bel prato o bianca come l’uovo della gallina, la ricorrenza della Resurrezione di Gesù Cristo viene rappresentata dai bambini come un tripudio di colori che si traduce in un suggestivo inno alla gioia e al sorriso.

“Una Pasqua a colori” nasce con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare gli studenti delle scuole primarie attraverso un allegro contest che ha visto la partecipazione entusiasta di tutto il mondo scolastico e che sabato 13 aprile, a partire dalle 17:00, vedrà il suo momento conclusivo nell’attesa premiazione ospitata dal Parco Commerciale “Le Zagare” che, nella sua veste di luogo di promozione culturale, ha lanciato il concorso, promosso e organizzato dall’Agenzia Famoso.

Al timone della festa, ad ingresso libero, la brillante conduzione di Ruggero Sardo, tra musica, risate e una pioggia di dolci sorprese con le quale le aziende locali, che hanno aderito all’iniziativa, omaggeranno i bambini presenti.

Per ogni Istituto sono stati scelti tre elaborati. I più bei disegni, frutto di una sana, costruttiva e divertita competizione, che nell’occasione potranno essere ammirati e apprezzati in tutta la loro genuina bellezza, diventeranno una simpatica grafica per “animare” le T- Shirt che saranno regalate ai partecipanti nel corso della premiazione finale.

Ai vincitori, primi classificati di ogni Istituto, saranno riconosciuti anche dei contributi per l’acquisto di materiale scolastico da condividere con l’intera classe, all’insegna del motto “Uno per tutti, tutti per uno!”.

Perché la Pasqua è innanzitutto condivisione di un momento di festa, di gioia e di speranza.

Come quella dei bambini che attraverso i loro disegni, dando libero sfogo a creatività e fantasia, hanno voluto raccontare l’importanza della tanto attesa festa religiosa, la sua storia e i ricordi legati ad una celebrazione dalla tradizione millenaria.

Con quella marcia in più che li contraddistingue e l’innocenza del loro esclusivo punto di vista.

Etna Comics 2019: è Gammazita la protagonista del Manifesto

È il Tredicesimo secolo. Lei è catanese, bellissima e virtuosa. Futura sposa, fiduciosa e innamorata. Il caldo sole della sua terra sembra splendere privo di nubi sul suo orizzonte. Eppure un destino orribile sta per abbattersi a tradimento sulla sua vita.

Un soldato francese si invaghisce della sua bellezza, la segue ovunque, la importuna, la vuole ad ogni costo. Anche a quello di non darle scampo nel giorno per lei più bello.
È tutto pronto per quel matrimonio tanto desiderato ma che, nessuno poteva immaginare, non sarebbe mai stato celebrato.

Radiosa e trepidante, si reca come ogni giorno a prendere l’acqua. Il suo aguzzino è lì. Arrogante, impietoso, la afferra con violenza. Vuole farla sua, costi quel che costi. Nessuno scampo, nessuna via d’uscita se non quella di lanciarsi giù dal pozzo e scegliere la morte piuttosto che cedere al disonore.
È Gammazita il nome di quella giovane ragazza che non avrebbe mai provato la felicità di veder coronato il suo sogno d’amore.

La sua tragica fine destò una commozione così profonda tra i catanesi da diventare leggenda e, per le sue concittadine, nei secoli, modello di straordinaria virtù, integrità morale e patriottismo.
Gli stessi valori che oggi trovano spazio nel Manifesto 2019 di Etna Comics, catturati e riproposti dalla sapiente mano del grande Simone Bianchi, anche quest’anno tra i big della kermesse.

Dopo il paladino Uzeta e il mago Eliodoro, nel solco della valorizzazione dei miti e delle leggende legati alla città di Catania, il Festival Internazionale del Fumetto e della Cultura Pop dedica la sua immagina grafica a Gammazita e a quel pozzo, che porta il suo nome, attorno al quale, di generazione in generazione, sarebbero state tramandate altre storie e diversi particolari.

Versioni che hanno arricchito il racconto, modificandolo, romanzandolo e mettendo in mezzo nuovi dettagli e personaggi di contorno.

E così le tracce rosse di ferro, visibili ancora oggi sulle pareti dell’omonimo pozzo, nel quartiere ebraico della Judeca Suttana, sono sempre state per tutti il sangue versato dalla povera fanciulla nel suo terribile volo verso la fine.

Gambe lunghe, vita stretta, seno prorompente. L’artista toscano, matita di punta della Marvel, immagina Gammazita secondo gli stessi canoni di bellezza utilizzati per le sue supereroine: formose, sensuali e dalla chioma fluente.

Un po’ come Medusa, che ha nei capelli il suo punto di forza, o Tempesta, dalle sembianze quasi ultraterrene.
Bellissime, intelligenti e dotate di un’incredibile forza caratteriale, come la protagonista del Manifesto, disposta a tutto pur di non cedere al male.

A lei e a tutte le donne vittime di violenza Etna Comics dedica la sua immagine 2019. Perché i fiumi di sangue versati per la becera follia dei loro assassini siano da monito per una società che possa finalmente smettere di restare impotente a guardare.

La Compagnia Odèon con “Non è poi come sembra”

Con “Non è poi come sembra”, due atti di Carlo Bellante, la Nuova Compagnia Odèon, diretta da Rita Nicotra, mette in scena, un’altra commedia dalla risata intelligente, in programma sabato 30 marzo, alle ore 17,30 e 21,00 e, in replica, domenica 31 marzo, alle ore 17,30 e 20,30, al Teatro Don Bosco, a Catania.

 

Tutte le avventure e disavventure, gli amori e le inimicizie della vita reale possono, per magia, diventare puro teatro, un’illusione che talvolta prevede un “lieto fine”. Lo spettacolo, curato in regia da Carlo Bellante, ruota attorno a Filippo, fascinoso latin-lover che prende la vita con leggerezza, tanto da trasformare, per esempio, il mezzo pubblico che usa abitualmente, come luogo per conquistare le fanciulle di turno. E proprio in questo luogo, per lui dire, “di perdizione”, incontra Giulia. Per la giovane e bella, scatta il colpo di fulmine, perde letteralmente la testa, tanto che le chiede di sposarlo. Ma c’è un particolare non indifferente: Filippo ha già una moglie.

 

Tutto il mondo è un palcoscenico, donne e uomini sono solo attori che entrano ed escono dalla scena. Ognuno nella sua vita interpreta molti ruoli e gli atti sono le sette età della vita. La spassosa commedia scritta all’insegna del detto popolare “l’apparenza inganna”, dal lieto fine, inaspettato e rocambolesco, regala un paio d’ore di divertimento all’insegna della leggerezza. La commedia è portata alle sue estreme conseguenze, tanto che l’incipit è il finale e tutto lo spettacolo riavvolge il lungo piano sequenza della commedia, in cui, niente è mai come sembra. A farla da padrone sono, infatti, le simulazioni e le dissimulazioni messe in atto dai personaggi, nell’irrealizzabile desiderio d’esser ciò che, puntualmente, non sono. Pennellate d’ironia e schizzi canzonatori compongono un affresco pungente e sarcastico della società borghese del tempo e di oggi, rimanendo in equilibrio precario sulla sottile linea che passa tra moralità e coerenza, interessi personali e apparenze.

 

Sul palco un cast di altissimo livello, capaci di tenere un ritmo serratissimo per tutta la durata dello spettacolo: Giuseppe Caponnetto, Rita Nicotra, Sebastiano Finocchiaro, Monia Giardina, Carmelo Marino, Mario Calì, Martina Duscio, Salvo Zoffoli.

Gli America tornano dal vivo in Italia

Dopo il grande successo del tour italiano del 2018, gli America tornano nel nostro Paese in estate per celebrare i 50 anni di carriera. Un’occasione unica per vedere dal vivo, nella magica cornice di due tra le più prestigiose arene del nostro Paese, la band anglo-statunitense che ha fatto la storia di un genere, sancendo usi e costumi di una generazione ed influenzando inevitabilmente le altre a seguire.

Gli America si esibiranno lunedì 8 luglio al Teatro Romano di Fiesole (FI) e giovedì 11 luglio al Teatro Antico di Taormina (ME). I biglietti disponibili in prevendita sul circuito Ticketone.

“A horse with no name”, “Ventura highway”, “I need you”, “Tin man”, “Don’t cross the river”, “You can do magic”, “Lonely People” e “Sister Golden Hair” sono alcuni dei loro più grandi successi riconoscibili al primo accordo, che, oggi come allora, invadono le playlist radiofoniche di tutto il mondo. Un mix di folk e rock inconfondibile, capace di accendere l’entusiasmo di coloro che hanno “vissuto” gli America in quegli anni e in chi li scopre ogni volta che si avvicina al loro repertorio “west coast”, unico per quantità e qualità, che sconfina in tanti generi musicali. Solo “Ventura highway” ha uno degli intro più campionati nella storia della musica più recente...

Da sempre, gli America sono Gerry Beckley e Dewey Bunnell (il terzo membro, Dan Peek, è scomparso anni fa), compagni di liceo nella Londra di fine anni ’60, capaci di scrivere alcune delle pagine più armoniose del rock e di trovarsi, cinquant’anni dopo, a fare musica insieme, girando il mondo ed entusiasmando il pubblico con il loro suono senza tempo.

Vincitori di Grammy (nel 1972 come “Migliore Nuovo Artista”!) e di innumerevoli dischi d’oro e di platino, gli America debuttano con “A horse with no name” alla fine del 1971, che arriva al primo posto in USA e in mezzo mondo. Segue “I need you”, un altro grande successo. “Ventura highway” è il primo singolo realizzato con la collaborazione di Neil Young, numero uno nel dicembre 1972. Da lì una serie di dischi memorabili e di tour mondiali.
Gli America sono un gruppo capace di superare i confini con la sua musica edificante e un messaggio positivo. Abbracciando un arcobaleno di culture divergenti, il pubblico americano continua a crescere, comprendendo una fedele legione di fan di prima, seconda e terza generazione, tutti testimoni del duraturo appeal del gruppo.

 



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